Noraebang, alla scoperta del karaoke coreano

Cantare, si sa, fa bene alla salute. Il canto ha un effetto benefico sul fisico, sulla sfera emotiva e su quella sociale. Ne sanno qualcosa i coreani: maestri di kimchi, taekwondo e di noraebang, il karaoke coreano.

COSA SONO I NORAEBANG

Cantare in un noraebang è un’avventura da non perdere, quando si viaggia in Corea del Sud. Non si tratta di cantare sul palco di un bar davanti a degli sconosciuti: per i coreani il karaoke è un’esperienza da condividere con amici, colleghi di lavoro oppure da soli.

Con il noraebang (lo dice il nome stesso 노래방, che letteralmente significa “stanza – canzone”) si canta in una stanza privata per liberarsi dallo stress e trascorrere del tempo insieme divertendosi. E ci si diverte davvero. I coreani lo adorano e non c’è serata di svago con amici o colleghi che non preveda a un certo punto una tappa in un noraebang.

Foto di Daniel Sherman

TIPI DI NORAEBANG

Ci sono diversi tipi e dimensioni di noraebang: quelli più diffusi sono delle stanze piuttosto confortevoli arredate con divani, tavoli, schermo gigante, microfoni e tamburelli. Si noleggiano all’ora, spesso si può ordinare da mangiare, a volte sono anche arredati a tema e le luci psichedeliche effetto disco non mancano mai. Sono l’ideale quando si è in compagnia e serve spazio per ballare.

Se invece si è da soli, si vuole fare giusto una cantatina, un paio di canzoni dopo il lavoro prima di tornare a casa per liberare lo stress oppure per allenarsi in vista della prossima uscita con gli amici, l’ideale è un noraebang micro-stanza, una cabina in cui si può stare al massimo in due e si paga a canzone (di solito con un gettone si cantano un paio di hit).

Nelle grandi città ci sono noraebang in ogni isolato, nelle zone in cui la night life è più viva. Ce ne sono di diversi tipi, dai più cheap e basic a quelli più grandi, arredati in modo ricercato o con vista panoramica sulla città.

Ingresso di un noraebang a Seoul

COME FUNZIONANO

Si sceglie il noraebang, si paga e via, non resta che selezionare il brano con cui esibirsi dal libro delle canzoni: il repertorio è vasto, la musica è per l’80% coreana, ma non mancano grandi classici internazionali. Dall’ultima hit dei BTS fino a Yellow Submarine, passando per canzoni tradizionali coreane e i Ramones.

Si seguono le parole che scorrono sullo schermo con sullo sfondo un video più o meno inerente alla canzone (a volte può essere quello ufficiale, ma molto spesso sono video totalmente casuali) e alla fine dell’esibizione si ottiene un punteggio, anche questo random. Non è facile capire i criteri per ottenere un high score. Ma non importa, non si va per competere.

Anche i coreani più riservati si trasformano all’interno di un noraebang, urlando nel microfono e tamburellando all’impazzata. E non c’è nessuna inibizione a cantare davanti ai propri colleghi o al proprio capo, non importa essere intonati e cantare alla perfezione: quello che conta è stare insieme, divertirsi e liberarsi da un po’ di stress.

Quindi, se si va in compagnia, meglio ricordarsi di non monopolizzare il microfono anche se si canta come Freddie Mercury (impossibile in ogni caso), perché l’obiettivo è far partecipare e divertire tutti. E ci si riesce sempre.

Foto di Actionvance

Articoli consigliati