Il sound di Yaeji tra Corea del Sud e Stati Uniti

Abbiamo dato ritmo a queste feste natalizie ascoltando la musicista Kathy Yaeji Lee conosciuta come Yaeji. Nata in Corea nel 1993 basata ora a New York è nota per la sua musica elettronica che riesce a fondere insieme paradigmi culturali differenti: quello coreano e quello americano.

Yaeji è DJ, producer, rapper, cantante e graphic designer; si afferma nella scena musicale americana grazie alla sua musica drum – heavy e al timbro della sua voce. Sono diverse le influenze che attraversano la sua musica, prima fra tutte la sua vita divisa tra USA e Asia.

Nata a New York, cresce ad Atlanta per poi tornare in Corea del Sud insieme alla famiglia dove ha la possibilità di studiare in una scuola americana. Per un breve lasso di tempo, studia anche in Giappone, per poi tornare negli Stati Uniti per studiare arte concettuale, East Asia Studies e graphic design al Carnegie Mellon. Lei stessa riconosce che tutti questi viaggi hanno influenzato la sua musica, nel suo album “EP2”, dove parla proprio della sua esperienza mentre cresceva tra Atlanta e la Corea del Sud e l’idiosincrasia che sperimentava. Negli Stati Uniti era diversa dagli altri in quanto asiatica e in Corea, seppur “uguale” agli altri, riusciva ad esprimersi meglio in inglese che in coreano. Nella sua musica questi due mondi si incontrano in un sound preciso e al tempo stesso sfuggente.

L’album “EP2”

Nel 2017 riesce a farsi notare nel panorama musicale della Grande Mela con l’uscita dell’album “Ep2”. Riesce ad unire il ritmo house, dance con delle inserzioni vocali in lingua coreana, che richiamano alle sue origini. La voce della producer, specialmente nel brano “Feelings Changes”, è eterea; lo sfondo elettronico viene attraversato da una campionatura di echi e voci. Con “Raingurl” si torna ad un ritmo house, pulito, dove si alternano momenti cantati in inglese e coreano. Il testo è semplice e viene ripetuto in loop, la scelta della producer coreano-americana è una musica minimale, sussurrata, ma precisa e attenta al dettaglio. In “Drink I’m Sippin On” sceglie un ritmo hip pop, bassi profondi che si intrecciano con un ritornello in lingua coreana.

L’aspetto che ci ha più colpito di questa musicista è la capacità di fondere diverse influenze; Oriente ed Occidente sfumano nel ritmo di questa artista.

“What we Drew”, il nuovo album di Yaeji

L’ascolto di questo album è come guardare un quadro impressionista, le sottili pennellate creano una visione d’insieme, ma solo nella somma dei colori si scorge l’immagine totale. Le sonorità sono scelte con cura dando vita ad un’atmosfera onirica. Ci accompagna la voce di Yaeji delicata, che diventa essa stessa suono sfumando nel flusso sonoro.

Ogni traccia è indicata con il suo titolo in inglese e a fianco in coreano, la partitura occidentale si affianca a quella orientale. Il viaggio musicale di questa producer è attraverso questi due mondi. Si passa dall’hip pop di “Money can’t buy” alla filastrocca in coreano di “Spell 주문” fino all’ambient di “Never settling down”.

Un album quasi sartoriale per la sua capacità di curare il dettaglio, delicata e precisa nella realizzazione del sound, ci si sente avvolti da una melodia poliforme e perfetta.

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