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Film coreani da vedere in streaming – parte 1

Se dopo aver visto il film coreano “Parasite”, vincitore della Palma d’Oro a Cannes e dell’Oscar come miglior film, vi siete sentiti un po’ orfani allora siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Post film abbiamo pensato di stilare una lista dei film coreani da vedere in streaming (a parte “Parasite”). Nell’ultimo ventennio il cinema sud coreano ha prodotto delle vere chicche, purtroppo molto spesso difficili da recuperare in Italia.

Per questo abbiamo stilato una piccola selezione di film coreani da vedere o rivedere, che può venire in soccorso sia a chi è famelico del cinema asiatico sia a chi si è appassionato dopo aver visto “Parasite”. Alcuni di questi film coreani sono stati distribuiti anche in qualche cinema della penisola, spesso (ahimè) doppiati, solo in pochi cinema d’essai sono stati proiettati in lingua originale con sottotitoli. 

Niente paura però, se siete interessati al cinema “made in Corea”  e alcuni film ve li siete persi o non sapete dove recuperarli, qui di seguito vi proponiamo 4 film coreani da vedere in streaming sulle principali piattaforme online. Per “coreanizzarsi” al 100% 🙂

Burning (2018)

Film di Lee Chang Dong – Occhio qualche spoiler

Possiamo dire con certezza che Burning di Lee Chang Dong è uno dei suoi film più potenti e astratti. Il regista da sempre narratore di storie complesse e intense, realizza un film inquietante, un thriller che guarda alle differenze sociali. Burning è liberamente ispirato al racconto di Haruki Murakami “Granai Incendiati”, racconta del giovane Jong -soo che mentre fa una consegna incontra per caso Hae-mi, un’amica di vecchia data. I due trascorrono insieme qualche giorno, prima che Hae-mi parta per l’Africa.

Quando torna dal suo viaggio, non sarà da sola; Jong-soo andrà a prenderla all’aeroporto e la troverà in compagnia di Ben, un misterioso amico.

La storia monta lentamente da qui: dallo sguardo di Jong -soo, aspirante scrittore, figlio di un fattore finito in carcere, appassionato di Faulkner che si ritira in campagna e da Hae-mi, che vive di lavoretti, dal passato e presente oscuro. L’arrivo poi di Ben, giovane di Seoul molto benestante, inserisce nel racconto un’altra nota di mistero.

La tensione di questi non detti, del sapere ben poco dei personaggi se non quello che si percepisce nei loro sguardi, viene resa da un dialogo scarno, dalle inquadrature che sorvolano dall’alto e anche dalle musiche. Il jazz tipico dei racconti di Murakami accompagna una delle scene più eleganti del film, la danza di Hae-mi al crepuscolo sotto gli occhi di Jong -soo e Ben.

Perché vedere Burning

Burning ricorda un mosaico, ogni pezzo ha il suo posto e solo con una visione d’insieme si riesce a coglierne il senso. La relazione dei tre, ambigua e mai definita, rimane sottesa, un thriller che mai si risolve. “Burning”, tutto brucia, appunto. La Corea del sud contemporanea fa da sfondo. Crisi economiche e differenze di classe che portano a situazioni incendiarie. Tutto brucia in questa triade tra il non detto e il non visto. Consigliato a chi del jazz ama le dissonanze apprezzandone la melodia. Lo trovate su AppleTv.

Cast away on the moon (2009)

Film di Lee Hae-joon

Seoul. Un ponte. Un uomo in giacca a cravatta che si lancia. Buio. Ecco l’inizio di “Cast away on the moon”. E vorrei non dirvi di più perché “Cast away on the moon” va visto. Commedia coreana, leggera e profonda, un mix letale capace di inchiodarti per un’ora e mezza sul divano. Mr. Kim (è lui l’uomo del salto) dopo aver perso fidanzata e accumulato debiti decide di buttarsi da un ponte per farla finita. Eppure non muore, ma naufraga suo malgrado su una piccola isola nel fiume Han proprio di fronte alla metropoli di Seoul. Non sa nuotare, si lamenta spesso e grida contro la città che lo ignora dall’altra sponda. Rimane in ostaggio dell’isola, che diventerà poco per volta la sua casa.

In parallelo una giovane donna, che vive chiusa nella sua stanza da anni, per caso osservando il fiume con il suo telescopio farà scoperta della vita da insolito isolano di Mr. Kim.

Fiume Han - Seoul - film coreano
Fiume Han – Seoul

“Cast away on the moon” è una commedia grottesca e poetica, dopo un inizio turbolento di adattamento a questa nuova vita da naufrago contemporaneo, tra rifiuti e oggetti abbandonati, Mr Kim trova un suo equilibrio e una nuova forza. Riscopre un contatto con la natura in un mix tra situazioni comiche e surreali.

Perso a Seoul

La città fa sempre da sfondo e la critica verso la società che rappresenta è costante. Si affrontano tematiche profonde con leggerezza, senza peccare di superficialità, ma con sempre un’intelligente ironia e poesia; ne è un esempio la ragazza hikkomori che vive nella sua stanza perché rifugge a qualsiasi contatto sociale.

In Asia il fenomeno dell’hikkomori è considerato una forma di ribellione alla cultura tradizionale e all’intero apparato sociale da parte di adolescenti che vivono isolati nella loro camera senza neanche il contatto con i loro familiari.

La stessa vita da naufrago di Mr Kim, tra una peripezia e l’altra, afferma la possibilità di costruirsi uno spazio di quiete e felicità anche in una situazione surreale. La poetica di questo film coreano risiede proprio in questo orizzonte: nella possibilità di vivere la propria vita per come si può e alla ricerca di una propria felicità nonostante tutto. Consigliato a chi ama in estate galleggiare in mare facendosi trasportare dalla corrente e a chi adora immaginarsi nuovi mondi. Se volete vedere questo film coreano in streaming lo trovate su Chili.

Time to Hunt

Film di di Yoon Sung-hyun

“Time to hunt” è il tipico film coreano da vedere in un pomeriggio di domenica. Divano, qualche snack e un film d’azione in salsa sudcoreana. Presentato alla 70esima edizione del Festival di Berlino, Time to Hunt è il primo film della Corea del sud ad essere selezionato alla Berlinale. Siamo in una Seoul futuristica in un universo distopico; è la storia di tre ragazzi, Jun Seok, appena uscito di prigione e di Jang Hoo e Ki Hoon, che progettano un nuovo colpo per rubare molti soldi e ricominciare una vita lontano da questa metropoli devastata.

A differenza dei thriller d’azione americani dove la leva è piuttosto manicheista (c’è il bene e il male) , in Time to Hunt l’azione si svolge in un piano meno definito: i tre ragazzi infatti progettano il loro colpo ai danni di una bisca gestita da pericolosi gangster. Rubano ad altri criminali con l’obiettivo, sì dei soldi, ma anche di costruirsi un futuro migliore al mare, nello specifico a Taiwan. Non un dettaglio considerato che il film ruota molto anche sulle dinamiche di amicizia dei tre ragazzi. Non manca quindi l’azione, il ritmo è veloce e serrato. Armi, spari, inseguimenti, c’è tutto quello che serve per rimanere incollati allo schermo.

Fin qui tutto bene, a metà però quello che doveva essere la tipica trama di un film d’azione, il racconto vira verso la storia dell’amicizia dei giovani protagonisti, che imbracciando armi dalle sigle improbabili, combattono fino all’ultimo respiro contro tutti.

Non solo azione…

Verso la fine si ha dunque la sensazione che il fulcro di questo film coreano non è tanto il colpo perfetto alla bisca quanto le conseguenze che questo furto hanno sulle dinamiche di amicizia e sull’intimo dei tre ragazzi. Time to Hunt lo trovate su Netflix e si può vedere anche in lingua originale con i sottotitoli, vi consigliamo infatti di farvi travolgere dal sound della lingua coreana in perfetta armonia con il ritmo scelto dal regista. Consigliato a chi adora i temporali estivi: dopo un caldo ritmo d’azione, ecco che arriva il freddo thriller.

Psychokinesis (2018)

Film di Yeon Sang -Ho

Dopo il successo di “Train to Busan”, film perfetto per gli amanti del genere zombi, il regista Sang – Ho Yeon cambia rotta e realizza “Psychokinesis”, versione coreana di “Lo chiamano Jeeg robot” . Lo trovate su Netflix, che negli ultimi tempi sta arricchendo il suo catalogo anche con uno sguardo all’oriente.

In “Psychokinesis” seguiamo le vicende di Seok-hyeon, uomo di mezza età, guardia giurata, che scopre un giorno di avere dei poteri di telecinesi, riuscendo a far gravitare gli oggetti. Seok-hyeon è tutto fuorché un eroe, si barcamena tra piccoli furti e spettacoli di magia in un club notturno.

Nel mentre la figlia Roo-mi, abbandonata dal padre da circa un decennio, gestisce un ristorante di successo insieme alla madre. Fin qui tutto regolare, il problema però è che l’area dove si trova il ristorante deve essere sgomberata insieme ad altre attività per fare spazio ad un centro commerciale.

pellicola cinema

Quando la figlia Roo-mi chiama Seok-hyeon per comunicargli la morte della madre, il film vira verso una trama classica: del padre eroe che con i suoi super poteri aiuta la figlia e gli altri commercianti a contrastare l’avanzata di questi costruttori malavitosi che vogliono riqualificare la zona.

Super eroi alla coreana

“Psychokinesis” è una commedia che ricalca il genere dei super eroi senza però appassionare, un tentativo sud coreano di costruire una storia dell’eroe di umile origini che combatte le forze del male.

Purtroppo il film non è memorabile, ma bisogna riconoscere che è un primo esempio di super eroe che evolve e agisce in virtù di un dramma familiare. Un tentativo del regista di sviluppare un film di questo tipo con un taglio intimistico privo di grandi effetti speciali all’americana. Un anti eroe che diventa eroe mosso dall’amore per la figlia e dalla volontà di recuperare il loro rapporto. Consigliato a chi è patito del genere super eroico senza farsi troppe domande.

Se amate i film coreani potete trovare qui la nostra intervista al direttore del Korea Film Festival di Firenze, lo storico festival di cinema coreano in Italia.