Film coreani da vedere in streaming – Parte 2

In queste lunghe giornate da trascorrere a casa, tra il lavoro in smart working e attività casalinghe varie ed eventuali, ci siamo concessi qualche momento di relax per rivedere i classici del cinema coreano. C’è chi guarda al prossimo viaggio su Marte o verso un futuro iper tecnologico, diciamo che, di questi tempi, il nostro sguardo ha preferito rivolgersi al passato. Un tuffo nel cinema di un tempo ma sempre Made in Corea!

Trovare film coreani da vedere in streaming non è sempre facile, anche se bisogna dire che grazie a “Parasite” le proposte di cinema, versione sud corea, si sono diffuse. Basti pensare alle proposte di serie su Netflix o su altre piattaforme.

Quello che vi vogliamo segnalare oggi è il canale youtube dell’Archivio Cinematografico Coreano che offre più di 200 film coreani!  Molti film hanno i sottotitoli in inglese, ma esiste anche la playlist con i sottotitoli in italiano.

Il canale è molto ben organizzato, si possono davvero trovare delle chicche del cinema coreano di altri tempi fino ad arrivare alle playlist con i sette film preferiti del regista Bong Joo-Ho.

Lo sviluppo della cinematografia in Corea del Sud

Due info storiche per capire meglio la cinematografia coreana

Se avete deciso di tuffarvi nel canale dell’Archivio Cinematografico Coreano vi consigliamo di approfondire il tema, non solo godendovi i film, ma anche da un punto di vista culturale e politico. Com’era la Corea del sud in quegli anni?

Un testo bene fatto per chi vuole approfondire è sicuramente quello di Hyangjin Lee, “Il cinema coreano contemporaneo”, un vero proprio saggio sul cinema della Corea sia del sud che del nord. L’autrice ci offre un panorama storico dettagliato, che ci permette di aver un’idea più chiara sull’evoluzione della cinematografia coreana.

Nel 1945, quando gli Stati Uniti occuparono la parte meridionale del paese, in Corea si trovavano solo film americani. Alcuni registi coreani tentarono di riprodurre lo stile americano, ma la natura conservatrice della cultura coreana ha imposto non poche limitazioni (la legge per il cinema coreano del 1962 ne è un esempio).

Possiamo dire quindi che a partire degli anni ottanta l’industria cinematografica della Corea del sud ha iniziato a mutare. Molti registi hanno cercato di migliorare le loro capacità tecniche ed artistiche al punto che a partire della seconda metà degli anni novanta questi sforzi sono stati premiati perché le produzioni sud coreane hanno cominciato a competere con i film stranieri.

C’è da dire però che l’ideologia imperante conservativa non aiutava a dare una crescita sana all’arte cinematografica locale.

Le tre fasi del cinema coreano

Dal 1945 al 1959

Dopo la liberazione degli Alleati, la Corea del sud si trovò a vivere un periodo complesso, di caos politico ed economico. Il cinema di questo periodo non fece che riflettere la situazione; si potrebbero dividere i registi di quell’epoca in due fronti: quelli che sostenevano il governo militare americano anticomunista e quelli che invece si opponevano alle stesse forze e richiedevano riforme radicali per la Corea appena liberata.

cinema coreano
Foto di @imnoom

Il primo gruppo di registi fondò nel ’46 l’Associazione cinematografica coreana, mentre il secondo gruppo, nel 1945 diede vita alla Confederazione cinematografica proletaria di Chosŏn. In questa fase storica, prima della guerra di Corea, uscirono 20 lungometraggi.

Dopo la guerra di Corea, l’industria cinematografica riprese vigore alla metà degli cinquanta; in quegli anni infatti furono prodotti circa cento film ogni anno, dal tema drammatico, storico, melodrammatico o comico.

Dal 1960 al 1979

Si dovrà aspettare gli anni ’60 con le proteste studentesche per avere un cinema che puntasse alle libertà di espressione. Un’annata gloriosa che però terminò velocemente, nel 1961 ci fu un colpo di stato militare che diede vita alla terza repubblica coreana.

cinema coreano
Foto di @thomasw

Negli anni sessanta e settanta quindi si ritorna ad un cinema di censura; si evitava di rappresentare i conflitti sociali e politici di quegli anni. Ampio era il divario tra ricchi e poveri e tra chi abitava in città e chi in campagna. Non è un caso che in quegli anni il genere più quotato era il melodramma. Le storie si basavano per esempio sul rapporto tra un ricco e una povera cameriera. Il melodramma permetteva di concentrasi sulla sfera privata, evitando quindi di affrontare le tematiche sociali e politiche.

Un cinema d’evasione dalla realtà privo di qualsiasi impegno ideologico dunque. Il governo militare produsse molti film di propaganda, che avevano un posto di primo piano in quegli anni. Nel 1973 poi viene fatta un’ulteriore modifica della legge per i film coreani. In questo modo il governo poteva intervenire per bloccare ogni critica al regime militare, che portò ad un lento declino di tutto il settore cinematografico.

Dagli anni ‘80 in poi

In questi anni viene assassinato Park Chung Hee, quest’evento segnò la fine della dittatura e la nascita nella popolazione di un sentire democratico. Il cinema coreano degli anni ’80 nel frattempo iniziò a farsi notare anche all’estero, grazie alla presenza di giovani registi dalla profonda coscienza sociale, che diedero vita al “nuovo cinema sud coreano”. Inizia quindi un nuovo modo di girare i film, una fase “rivoluzionaria” della cinematografia contro la repressione ideologica e antigovernativa.

Nacque un’organizzazione chiamata Changsan’gonmae, che prendeva di mira le convenzioni dei film coreani tradizionali privilegiando temi legati alla lotta di classe e alle contraddizioni delle strutture politiche ed economiche della società coreana.

Avendo il quadro storico ben chiaro non resta quindi che immergersi nella vasta offerta dell’Archivio Cinematografico Coreano.

Per chi invece preferisce guardare film più contemporanei potete trovare qualche dritta in questo nostro altro articolo su i film coreani  in streaming – parte 1.

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