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Cultura

3 Artisti contemporanei sud coreani

Quando parliamo di Corea del Sud, si pensa immediatamente al cibo (almeno noi ci pensiamo 🙂 ) alla sua cultura, ai suoi film e al K-pop. E cosa dire dell’arte? Non tanto le pratiche artistiche che si svilupparono negli anni dei tre regni coreani di Goguryeo, Baekje e Silla, ma dell’arte degli artisti contemporanei sud coreani.

In questo primo articolo sull’arte contemporanea coreana, abbiamo scelto di parlarvi di questi tre artisti contemporanei sud coreani, Cho Sung -Hee, Suki Seokyeong Kang e Do Ho Suh, che rappresentano tre diverse generazioni di artisti coreani contemporanei.

Cho Sung -Hee, artista visionaria

Nata in Coreane nel 1949, crea immagini narrative relazionando i colori e la texture dell’ Hanji, una carta fatta a mano che si ricava dalle foglie macinate dagli alberi di gelso.

Nei suoi lavori si esprime attraverso una superficie monocromatica, ispirandosi al movimento artistico coreano nato negli anni ’50 con il nome “Monochrome Art Movement”. Il movimento unisce il modernismo occidentale con la cultura artistica coreana. Gli artisti che hanno seguito questo movimento, il Danseakhwa, hanno dato vita ad un’arte che esplora il colore. I materiali, l’utilizzo dei colori e le azioni presenti nei lavori di questi artisti si rifanno ad uno specifico obiettivo storico e sociale che varia per ciascun artista. Sarebbe infatti riduttivo paragonare il Danseakhwa al minimalismo occidentale.

La superficie delle opere di Cho Sung – Hee si forma con un metodo di collage, dove ogni elemento cartaceo viene tagliato a mano e strappato in piccoli cerchi. Viene poi messo sulla tela poggiandolo su dei supporti, fatti di carta arrotolata. Il risultato è un effetto tridimensionale che ricorda una fioritura. Il richiamo alla natura è forte. Nelle opere troviamo la complessità armonica del mondo naturale riprodotto con misura e disciplina. Le tele sembrano quasi dei mandala; la singola azione si fonde in un quadro più ampio e il dettaglio è parte del tutto. Nella sua arte si ritrovano aspetti meditativi e una suggestiva sensibilità orientale, dove si fondano le influenze del buddismo e taoismo. Le sue opere sono state esposte tra gli altri al Museum of Contemporary Art (Seoul), al Sejong Art Center (Seoul) e al Telentine Art Center (Chicago).

Suki Seokyeong Kang, artista multimediale

Nata a Seoul nel 1977 è considerata un’artista multimediale. Tra le sue opere troviamo dipinti, sculture, installazioni e coreografie che si inspirano alla cultura tradizionale coreana. La pratica multiforme di Suki Seokyeong Kang si focalizza sul ruolo dell’individuo e sullo spazio. Le sue opere si collocano tra l’astratto e il figurativo, creando un linguaggio visuale bilanciato ed armonico. L’obiettivo di Suki Seokyeong Kang è di indagare lo spazio, non solo da un punto di vista estetico, ma concettuale. Lo stesso dipinto diventa uno spazio e non solo una tela piatta appesa al muro. La sua ricerca di basa proprio su un concetto di paesaggio in 3D dove si intersecano discipline artistiche differenti. Suki Seokyeong Kang si dedica in modo particolare alla pittura. I suoi dipinti vengono sempre inseriti in contesti artistici articolati, dove il passato si intreccia con il presente.

Nel 2019 ha partecipato alla Biennale d’arte a Venezia con l’installazione “Land Sand Strand“. In quest’opera si è ispirata a Jeongganbo, una notazione musicale tradizionale coreana che si richiama ai canti di primavera degli uccelli rigogoli.

Il concetto di casa dell’artista contemporaneo sud coreano Do Ho Suh

Nato a Seoul nel 1962 Do Ho Suh è uno sculture coreano. Nel 1991 si trasferisce negli Stati Uniti vivendo tra New York, Londra e Seoul. Ispirandosi alla sua storia di migrante, la sua ricerca artistica parte proprio dal concetto di “casa” ; è proprio la non appartenenza ad un luogo preciso a caratterizzare l’intera opera dell’artista coreano. Le sue installazioni fanno del tema della casa un argomento centrale e non mancano i riferimenti a temi attuali come la migrazione.

La riflessione di Do Ho Suh solleva il dubbio, su cosa voglia dire oggi “appartenere ad un luogo preciso” . Si chiede se infondo, in questo contesto globalizzato, abbia ancora senso definirsi in relazione ad uno spazio territoriale e alla sua storia. Lui stesso vive questo dilemma, la sua vita è stata itinerante e non si sente di appartenere totalmente ad un luogo solo. Tra le sue installazioni più emblematiche troviamo  Home Within Home, realizzata per il National Museum of Modern and Contemporary Art di Seul.

artista contemporaneo sud coreano Do Ho Suh - opera

L’ opera rappresenta le strutture delle due case abitate dall’artista , una la casa americana nel Rhode Island e l’altra, che si trova dentro la prima, una seconda casa in tipico stile asiatico. Quest’ultima casa è la rappresentazione della casa paterna dove ha trascorso i primi anni della sua infanzia.

L’opera è realizzata con un velo di tessuto semitrasparente, che come la memoria, è presente, ma dai contorni indefiniti, quasi sospesi. La scelta dell’artista è di unire ad un materiale leggero una struttura maestosa. Nasce un’idiosincrasia che riflette quanto passato e presente possano coesistere in uno stesso luogo, che nello stesso tempo “è” e “non è” .

Lo spettatore diventa parte di questa costruzione fantasma ed attore dello spazio psicologico dell’artista. L’ arte di Do Ho Suh spinge a porsi delle domande su quanto i luoghi definiscano o meno l’individuo. La casa, che spesso è vista nell’immaginario collettivo come rifugio, diventa un luogo dove perdere le coordinate perché mutevole e trascendente.